Le torri costiere della Terra d’Otranto nel tarantino

di Daniele Perrone

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Torre Colimena

A causa della sua collocazione geografica, la penisola salentina è sempre stata terra di frontiera nel Mediterraneo. Fin dall’età romana, ma anche durante l’Impero Bizantino, il mare che bagna l’antica Terra d’Otranto ha rappresentato per questa penisola un fondamentale nodo culturale e commerciale con il resto del Mediterraneo.

Quello stesso mare, che ha portato ricchezza e scambi, è stato però anche simbolo di fatalità, condizionando per secoli la vita delle popolazioni autoctone, costrette a fare i conti dapprima con le incursioni saracene e, successivamente, con quelle turco-ottomane. Continua a leggere

I sacri rituali di guarigione: Demetra, “la papagna” e “lu ‘nfascinu”

(echi di antichi culti sopravvissuti nella tradizione contadina della provincia di Taranto e del Salento)

di Gianfranco Mele

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Demetra-Cerere con spighe, oppio e serpenti

In diverse aree del Salento, del tarantino e della Puglia, sono rimaste molto vive, sino quasi ai giorni nostri, le tradizioni dell’uso medicamentoso della “papagna”1 e del rito riparatorio alla “fascinazione” nel mondo contadino. Quanto sono legate queste usanze al mito demetriaco? La dea greca Demetra, e il suo corrispettivo romano, Cerere, sono legate al simbolismo delle spighe e delle capsule di papavero da oppio, sia nella mitologia che in molte raffigurazioni 2. Persino una divinità precedente (e correlata anch’essa alla successiva Demetra) scoperta a Gazi 3, è strettamente legata al papavero: il famoso “idolo” femminile di Gazi è rappresentato con in testa delle capsule di papavero. Continua a leggere